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GESÙ RITORNERÀ - Harun Yahya
GESÙ RITORNERÀ

Quando gli angeli dissero: "O Maryam, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente:
il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maryam, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini."
(Surat Âl-'Imrân, 45)



GESÙ (p.s.l.), FIGLIO DI MARYAM (p.s.l.), NEL CORANO

In questa sezione esamineremo i dettagli concernenti la seconda venuta di Gesù (p.s.l.) fondandoci sulle fonti più attendibili. La prima di queste fonti è certamente il Corano, l'inalterata Parola di Allah, come è scritto in esso: "Nessuno può cambiare le Sue parole." (Surat Al-An'âm, 115); la seconda è la Sunnah dell'ultimo Messaggero di Allah, Muhammad, che Allah lo benedica e gli conceda la pace. Il Corano fornisce informazioni dettagliate circa varie fasi della vita di Gesù (p.s.l.), inclusa la sua nascita, la sua ascensione alla presenza di Allah, la sua seconda venuta e la sua morte.

Gesù (p.s.l.), il quale è vissuto 2000 anni fa, è un messaggero benedetto di Allah. Egli gode di una stima elevata sia in questo mondo che nell'altro, come rende noto il Corano. La vera religione da lui recata permane ancora oggi, sebbene soltanto di nome. Questo perché l'insegnamento originale comunicato da Gesù (p.s.l.) è oggi distorto. Anche il libro di Allah rivelato a Gesù (p.s.l.) è oggigiorno tale soltanto nominalmente. Il testo originale di questo libro è oggi inaccessibile. Le fonti cristiane hanno subito varie alterazioni e distorsioni. Ne consegue che è inverosimile pensare di potere ottenere ora una vera conoscenza di Gesù (p.s.l.) sulla base di fonti cristiane.

Le uniche fonti dalle quali è possibile ricavare una conoscenza accurata di Gesù (p.s.l.) sono il Corano, il libro che, come Allah assicura, rimarrà inalterato sino al Giorno del Giudizio, e la Sunnah del Suo Messaggero

Muhammad (p.b.s.l.). Nel Corano, Allah descrive la nascita e la vita di Gesù (p.s.l.), alcuni avvenimenti accaduti nel corso della sua esistenza, la gente che lo ha circondato e molti altri fatti relativi a lui. I versetti coranici ci informano inoltre riguardo alla vita di Maryam prima della nascita di Gesù (p.s.l.), al modo in cui fu miracolosamente fecondata e alle reazioni a questo evento da parte della gente che le stava intorno. Allah annuncia inoltre la buona novella che Gesù (p.s.l.) ritornerà sulla terra per una seconda volta verso la fine dei tempi. In questa sezione, troverete alcune informazioni su Gesù (p.s.l.) tratte dal Corano.

 

La nascita di Maryam e il modo in cui fu cresciuta

Maryam, la quale fu scelta per dare nascita a Gesù (p.s.l.), nacque in un'epoca di disordine, allorquando i Figli di Israele avevano riposto tutte le loro speranze nella venuta di un Messia. Allah scelse Maryam in modo speciale per questo compito benedetto, in conformità al quale la crebbe. Maryam proveniva da una famiglia nobile, la famiglia di 'Imran. Allah preferì questa famiglia rispetto ad ogni altra.

I componenti della famiglia di 'Imran erano noti per essere gente di profonda fede in Allah. Si rivolgevano a Lui nel compiere tutte le loro azioni e osservavano meticolosamente i Suoi limiti. Quando la moglie di 'Imran seppe di essere incinta, si rivolse al suo Creatore, pregò, e consacrò ciò che si trovava nel suo ventre al servizio di Allah. Allah narra questo evento nel Corano:

Quando la moglie di 'Imrân disse: "Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce!". Poi, dopo aver partorito, disse: " Mio Signore, ecco che ho partorito una femmina": ma Allah sapeva meglio di lei quello che aveva partorito, "Il maschio non è certo simile alla femmina! L'ho chiamata Maryam e pongo lei e la sua discendenza sotto la Tua protezione contro Satana il lapidato". (Surat Âl-'Imrân, 35-36)

Alla nascita di Maryam, la moglie di Imran perseguiva unicamente il compiacimento di Allah. Si rivolse ad Allah e ripose Maryam e i suoi figli sotto la Sua protezione contro shaytan il maledetto. In cambio della sua sincerità e preghiera, Allah diede a Maryam virtù nobili. Nel Corano, Allah spiega come Maryam fu accolta sotto la Sua protezione e la Sua cura meticolosa: "L'accolse il suo Signore di accoglienza bella, e la fece crescere della migliore crescita". (Surat Âl-'Imrân, 37) Zakariyya (Zaccaria) divenne il guardiano di Maryam e nel tempo che ella trascorse con lui, questi comprese come le fossero state accordate qualità eccezionali. Allah le concesse inoltre molti favori, "senza contare":

… L'affidò a Zaccaria e ogni volta che egli entrava nel santuario trovava cibo presso di lei. Disse: "O Maryam, da dove proviene questo?". Disse: " Da parte di Allah". In verità Allah dà a chi vuole senza contare.." (Surat Âl-'Imrân, 37)

Come Allah elesse la famiglia di 'Imran, così scelse anche Maryam, una componente di quella famiglia, e fece in modo che fosse allevata in maniera eccezionale. Allah purificò Maryam e la preferì a tutte le altre donne. Questo suo attributo è affermato nel Corano con le seguenti parole:

E quando gli angeli dissero: "In verità, o Maryam, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo. O Maryam, sii devota al tuo Signore, prosternati e inchinati con coloro che si inchinano ". (Surat Âl-'Imrân, 42-43)

Nella comunità in cui viveva, Maryam divenne una persona nota per la sua lealtà e la sincerità dimostrata nei confronti di Allah. Ella è conosciuta in modo particolare come colei "che conservava la propria castità." Il Corano ne parla in questi termini:

(Allah la ha resa un esempio per coloro che credono) E Maryam, figlia di 'Imrân, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote. (Surat at-Tahrim, 12)

 

Gesù è nato senza un padre

Uno dei grandi miracoli concernenti Gesù è il modo in cui Maryam concepì. Il Corano fornisce parecchi dettagli a questo proposito. In Surat Maryam, il modo in cui Gabriele le apparve è descritto in questi termini:

Ricorda Maryam nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente. Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito , che assunse le sembianze di un uomo perfetto. (Surat Maryam, 16-17)

Come ci informano i versetti sopra citati, in una delle fasi della sua vita, Maryam si separò dalla sua gente e si ritirò ad oriente dove trascorse parte della sua vita. In quest'epoca, Jibril (Gabriele) le apparve come un normale essere umano. Un altro importante aspetto messo in rilievo nei versetti è il comportamento modesto di Maryam e il suo profondo timore di Allah:

Ella disse: "Mi rifugio contro di te presso il compassionevole, se sei [di Lui] timorato". (Surat Maryam, 18)

Allora Gabriele si presentò e disse di essere un Messaggero inviato da Allah per annunziarle una lieta novella. I versetti riportano la risposta di Gabriele:

Rispose: "Non sono altro che un messaggero del Tuo Signore, per darti un figlio puro". (Surat Maryam, 18)

Quando gli angeli dissero: " O Maryam, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente : il suo nome è il Messia , Gesù figlio di Maryam, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini." (Surat Âl-'Imrân, 45)

All'annuncio di questa lieta notizia, Maryam chiese come potesse avere un figlio, se nessun uomo l'aveva mai sfiorata:

Disse: "Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?" Rispose: "È così. Il tuo Signore ha detto :"Ciò è facile per Me? Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita". (Surat Maryam, 20-22) Ella disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "È così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è." (Surat Âl-'Imrân, 47)

Come è possibile vedere dai versetti sopra riportati, Gabriele diede a Maryam la lieta novella del concepimento di un figlio e le disse: "Allah crea ciò che vuole". Maryam non era mai stata toccata da un uomo. In altre parole, Gesù venne alla luce indipendentemente dal modo in cui i bambini sono normalmente creati. Questo è soltanto uno dei miracoli che Gesù operò ed opererà al suo secondo ritorno sulla terra.

Nel periodo in cui Maryam rimase nel "luogo distante", Allah la sostenne sia fisicamente che materialmente. Ella fu interamente sotto la Sua protezione e cura durante la gravidanza. Tutti i suoi bisogni vennero soddisfatti in maniera speciale. Nel frattempo, facendola stabilire in un luogo isolato, Allah prevenne qualsiasi danno che la gente incapace di comprendere tale situazione avrebbe potuto arrecarle.

 

Gesù (p.s.l.) parola di Allah

Nel Corano, Allah richiama la nostra attenzione sul fatto che, dalla nascita alla morte, Gesù (p.s.l.) fu molto differente rispetto a tutti gli altri uomini. Il Corano conferma la sua nascita da una vergine, un tipo di creazione a noi estranea. Prima della nascita, Allah informò sua madre circa molti degli attributi di Gesù (p.s.l.) incluso il fatto di essere stato inviato come Messia ai Figli di Israele. Egli fu anche dichiarato "Parola di Allah":

… Il Messia Gesù, figlio di Maryam non è altro che un messaggero di Allah, una Sua parola che Egli pose in Maryam, uno Spirito da Lui [proveniente]… (Surat an-Nisâ', 171)

Quando gli angeli dissero: "O Maryam, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente : il suo nome è il Messia , Gesù figlio di Maryam, eminente in questo mondo e nell'Altro, uno dei più vicini. (Surat Âl-' Imrân, 45)

Allah gli diede un nome prima della nascita, come fece con Yahya (Giovanni) (p.s.l.). Quantunque normalmente siano le famiglie a dare il nome ai loro figli, nel caso di Gesù (p.s.l.) ciò non avvenne. Allah gli attribuì il nome di Messia, Gesù, il figlio di Maryam. Questa è una delle indicazioni più esplicite del fatto che Gesù (p.s.l.) fu creato in maniera diversa rispetto alle altre persone.

Come la sua nascita, così i miracoli che operò durante la sua vita, e il modo in cui fu elevato alla presenza di Allah sono segni della sua distinzione rispetto alle altre persone.

 

La nascita di Gesù (p.s.l.)

Come è noto, il parto è un processo assai gravoso che richiede molta cura. Partorire un neonato privi dell'assistenza di una persona esperta e delle cure mediche è assai difficoltoso. Nondimeno, Maryam, in assoluta solitudine, riuscì a dare alla luce il neonato, grazie alla sua lealtà nei confronti di Allah e alla fiducia riposta in Lui.

Mentre soffriva i gravi dolori del travaglio, Allah ispirò Maryam e la istruì in ogni fase. In tal modo, ella partorì il neonato senza alcuno sforzo e nelle circostanze migliori. Questo fu un grande favore mostrato a Maryam:

I dolori del parto la condussero presso il tronco di una palma. Diceva: "Me disgraziata! Fossi morta prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!"

Fu chiamata da sotto : "Non ti affliggere, ché certo il tuo Signore ha posto un ruscello ai tuoi piedi; scuoti il tronco della palma: lascerà cadere su di te datteri freschi e maturi. Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno,di': "Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno". (Surat Maryam, 23-26)

 

Gesù (p.s.l.) parlò mentre si trovava
ancora nella culla

E [ricorda] colei che ha mantenuto la sua castità! Insufflammo in essa del Nostro Spirito e facemmo di lei e di suo figlio un segno per i mondi. (Surat al-Anbiya, 91)

Uno degli eventi con cui Allah mise alla prova la gente di Maryam fu la venuta al mondo di Gesù (p.s.l.). Questa nascita, che fu un evento insolito per la gente, fu una prova sia per Maryam che per la sua gente. In realtà, il modo in cui Gesù (p.s.l.) nacque fu un miracolo del quale Allah si avvalse per richiamare la gente alla vera fede e una delle prove più esplicite della Sua esistenza. La gente, tuttavia, incapace di comprendere questo fatto, fu sospettosa:

Tornò dai suoi portando [il bambino]. Dissero: "O Maryam, hai commesso un abominio! O sorella di Aronne, tuo padre non era un empio né tua madre una libertina". (Surat Maryam, 27-28)

Come detto nei versetti sopra citati, al ritorno di Maryam con Gesù (p.s.l.) dal "luogo distante", la sua gente non le permise di spiegarsi. Pensarono che avesse commesso un'azione indecente e sconveniente e semplicemente la diffamarono in malo modo. Nondimeno, coloro che diffusero queste calunnie su Maryam la conoscevano quasi dal giorno della sua nascita ed erano consapevoli della sua purezza e virtù (taqwa), come gli altri componenti della famiglia di 'Imran.

Queste accuse e queste calunnie rappresentarono sicuramente una prova per Maryam. Era chiaro che una persona talmente pura e virtuosa non avrebbe agito in tal modo. Ciò fu unicamente una prova per lei. Dal tempo in cui era nata, Allah l'aveva sempre aiutata e aveva volto ogni sua azione in bene. Ella, a sua volta, sapeva che ogni cosa accade per Volere di Allah e che solo Lui avrebbe potuto provare la natura infondata di queste calunnie.

Allah sicuramente diede conforto a Maryam e le ispirò di rimanere in silenzio. La istruì di non parlare con la sua gente, bensì di indicare Gesù (p.s.l.), qualora si fossero avvicinati a lei e avessero tentato di avanzare delle accuse. In questo modo, Maryam evitò ogni problema che tale discussione avrebbe potuto ingenerare. Colui in grado di fornire le risposte più accurate alla gente era Gesù (p.s.l.). Quando Allah annunciò la lieta notizia della nascita di Gesù (p.s.l.) a Maryam, Egli le rese anche noto che avrebbe parlato in maniera chiara mentre si trovava ancora nella culla:

Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti. (Surat Âl-'Imrân, 46)

Allah facilitò quindi le cose per Maryam e le fornì la vera spiegazione per la gente mediante le parole di Gesù (p.s.l.). Grazie a tale miracolo, la miscredenza della gente che la circondava semplicemente venne meno. Ciò è spiegato nel Corano con queste parole:

Maryam indicò loro [il bambino]. Dissero: "Come potremmo parlare con un infante nella culla?", [Ma Gesù] disse: "In verità sono un servo di Allah. Mi ha dato la Scrittura e ha fatto di me un profeta. Mi ha benedetto ovunque sia e mi ha imposto l'orazione e la decima finché avrò vita, e la bontà verso colei che mi ha generato. Non mi ha fatto né violento né miserabile. Pace su di me il giorno in cui sono nato, il giorno in cui morrò e il Giorno in cui sarò resuscitato a nuova vita". (Surat Maryam, 29-33)

Un neonato che parla scorrevolmente nella sua culla è indubbiamente un grande miracolo. La gente di Maryam era stupita al sentire parole di tale saggezza provenire da un neonato nella culla e ciò li convinse del fatto che la sua nascita era un miracolo. Tutti questi eventi miracolosi dimostrarono che il neonato nella culla era un messaggero di Allah.

Questo è il sostegno che Allah provvide a Maryam per la fiducia che ella aveva riposto in Lui. Fu grazie a tale miracolo stupefacente che ella rispose alle diffamazioni rivolte contro di lei. Allah ci informa, tuttavia, che un doloroso disastro incombeva su quanti nutrivano cattivi pensieri riguardo a Maryam nonostante questo miracolo:

[li abbiamo maledetti] per via della loro miscredenza e perché dissero contro Maryam calunnia immensa. (Surat an-Nisâ', 156)

 

I miracoli di Gesù (p.s.l.)

Gesù (p.s.l.) compì molti altri miracoli, con il permesso di Allah, oltre alla nascita da una vergine e alla dichiarazione di profezia mentre era ancora nella culla. Di fatto, questi due miracoli sono sufficienti a rivelare la sua natura straordinaria. Infatti, solo un miracolo poteva indurre un neonato a parlare con tanta ragionevolezza e fede:

E quando Allah dirà: "O Gesù figlio di Maryam, ricorda la Mia grazia su di te e su tua madre e quando ti rafforzai con lo Spirito di Santità! Tanto che parlasti agli uomini dalla culla e in età matura . E quando ti insegnai il Libro e la saggezza..." (Surat al-Mâ'idah, 110)

Nel Corano, i miracoli di Gesù (p.s.l.) vengono così narrati:

E [ne farà un] messaggero per i figli di Israele [che dirà loro]: "In verità vi reco un segno da parte del vostro Signore. Plasmo per voi un simulacro di uccello nella creta e poi vi soffio sopra e, con il permesso di Allah, diventa un uccello. E per volontà di Allah, guarisco il cieco nato e il lebbroso, e resuscito il morto. E vi informo di quel che mangiate e di quel che accumulate nelle vostre case. Certamente in ciò vi è un segno se siete credenti! (Surat Âl-'Imrân, 49)

Nonostante tutti gli straordinari eventi raccontati sino ad ora, alcune persone rifiutarono con arroganza i miracoli di Gesù (p.s.l.) e dissero che si trattava di magia.

 

Gesù (p.s.l.) comunica il Messaggio.Alcune delle
difficoltà che dovette affrontare

Al tempo in cui Gesù (p.s.l.) fu inviato, la gente di Israele si trovava in grande agitazione, sia in senso politico che economico. Da una parte, vi erano le crudeli condizioni imposte al popolo, dall'altra, le fedi e sette discordanti rendevano la vita difficile. In tali condizioni, la gente bramava disperatamente una via di uscita.

Il Messia che la gente aspettava da così lungo tempo era Gesù (p.s.l.). Per Volere di Allah, Gesù (p.s.l.) aveva parlato quando si trovava ancora nella culla, rivelando alla gente l'avvento del Messia che attendeva. Da quel momento, molti riposero le loro speranze in lui per una guida.

Vi erano tuttavia ancora alcune persone che rifiutavano di accettare Gesù (p.s.l.). Specialmente i sostenitori del sistema di miscredenza allora in auge, i quali lo consideravano semplicemente una minaccia per la loro esistenza. Per tale ragione, non appena sentirono parlare di lui, fecero piani per ucciderlo. Con loro sgomento, i loro piani erano tuttavia destinati al fallimento sin dall'inizio. Eppure ciò non li trattenne dall'essere nemici giurati di Gesù (p.s.l.) per l'intero corso della sua missione.

Quanti si opponevano a lui non erano solo i miscredenti. Durante quel periodo, per varie ragioni, la maggioranza dei rabbini prese posizione contro Gesù (p.s.l.) accusandolo di abolire la loro religione; naturalmente, per la loro opposizione al Messaggero di Allah, divennero miscredenti. Gesù (p.s.l.), in realtà, si limitò ad invitare la gente alla loro via originaria e ad eliminare le false regole introdotte nel Giudaismo dai rabbini stessi. Il popolo di Israele aveva distorto la sua religione proibendo quanto era permesso nella rivelazione originale e rendendo lecito ciò che in essa era proibito. In tal modo, avevano mutato completamente la vera via rivelata da Allah. Per questo motivo, Allah inviò Gesù (p.s.l.) per purificare la vera religione da tutte le innovazioni introdotte nella fase finale. Gesù (p.s.l.) invitò la sua gente all'Injil, il quale confermava la Torah (Tawrah) originale rivelata a Musa (p.s.l.). Il versetto a ciò attinente nel Corano è:

[Sono stato mandato] a confermarvi la Torâh che mi ha preceduto e a rendervi lecito qualcosa che vi era stata vietata . Sono venuto a voi con un segno da parte del vostro Signore. Temete dunque Allah e obbeditemi. (Surat Âl-'Imrân, 50)

In un altro versetto, Allah ci informa che l'Injil rivelato a Gesù (p.s.l.) era una guida alla vera via per i credenti, per aiutarli a discernere fra il bene ed il male. Era anche un libro che confermava la Torah:

Facemmo camminare sulle loro orme Gesù figlio di Maryam per confermare la Torâh che scese prima di lui. Gli demmo il Vangelo, in cui è guida e luce, a conferma della Torâh che era scesa precedentemente: monito e direzione per i timorati. (Surat al-Mâ'idah, 46)

I notabili fra i Figli di Israele, interessati maggiormente alle regole divenute tradizione, dubitarono di quanto Gesù (p.s.l.) aveva recato. Ciò per il semplice fatto che egli (p.s.l.) non aveva messo in rilievo le regole tradizionali di quell'epoca, ma aveva piuttosto richiamato la gente alla devozione ad Allah, alla rinuncia al mondo, alla sincerità, alla fratellanza e all'onestà. Di fronte ad una diversa comprensione della religione, gli Ebrei si sentirono frustrati. Nel Corano, Allah racconta come Gesù (p.s.l.) trasmise i comandi di Allah:

Quando Gesù portò le prove evidenti disse: "Sono venuto a voi con la saggezza e per rendervi esplicita una parte delle cose su cui divergete . Temete Allah e obbeditemi. In verità Allah è il mio e vostro Signore. Adorate Lo allora. Ecco la retta via". Ma le loro fazioni furono tra loro discordi. Guai agli ingiusti per via del castigo di un Giorno doloroso. (Surat az-Zukhruf, 63-65)

La sincerità e la diversa attitudine di Gesù (p.s.l.) attrasse l'attenzione della gente. Il numero dei suoi aderenti aumentava costantemente.

 

Gli Ebrei dichiarano di avere ucciso Gesù (p.s.l.)

Tutti indubbiamente conoscono l'affermazione che i Romani crocifissero Gesù (p.s.l.). Secondo tale punto di vista, i Romani e i rabbini ebrei arrestarono Gesù (p.s.l.) e lo crocifissero. Certo, l'intero mondo cristiano accetta la credenza che Gesù (p.s.l.) sia morto per poi ritornare in vita ed ascendere al cielo. Nondimeno, quando si prende a riferimento il Corano, si comprende come ciò che è realmente accaduto differisca rispetto a tale credenza:

E dissero: "Abbiamo ucciso (katelna) il Messia Gesù figlio di Maryam, il Messaggero di Allah!" Invece non l'hanno né ucciso (ma katelehu) né crocifisso, ma così parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano nel dubbio: non hanno altra scienza e non seguono altro che la congettura. Per certo non lo hanno ucciso (ma katelehu) (Surat an-Nisâ, 157)

Nel versetto seguente, si trova la seguente informazione riguardo a Gesù:

... ma Allah lo ha elevato a Sé. Allah è Eccelso, Saggio. (Surat an-Nisâ, 158)

Ciò che il Corano ci rivela è ovvio. I tentativi dei Romani, incitati dagli Ebrei ad uccidere Gesù (p.s.l.), si rivelarono senza successo. L'espressione citata nel versetto precedente "…ma così parve loro" spiega la vera natura di questo evento. Gesù (p.s.l.) non fu assassinato, bensì fu fatto ascendere alla presenza di Allah. Allah richiama inoltre la nostra attenzione sul fatto che quanti hanno avanzato questa affermazione nulla sanno circa la verità.

 

Come parla il Corano delle morti dei profeti?

Un esame delle storie narrate nel Corano relative al modo in cui i profeti morirono o furono uccisi, e i versetti che descrivono la morte di Gesù, rivelano un fatto importante. In questa sezione esamineremo il significato delle parole arabe utilizzate per descrivere tale assunto ed analizzeremo il modo in cui sono impiegate nei versetti.

Come si vedrà più dettagliatamente in seguito, nel Corano ci si avvale di un numero speciale di parole per descrivere le morti dei profeti, come "katele" (uccidere), "mate" (morire), haleke" (distruggere) e "salebe" (appendere). È tuttavia chiaramente affermato nel Corano che "non l'hanno né ucciso (ma katelehu) né crocifisso (ma salebuhu)", intendendo che egli non fu affatto assassinato. In un altro versetto si sostiene che qualcuno somigliante a Gesù fu posto di fronte, mentre lui fu fatto ascendere alla presenza di Allah.

In Surat Âl-'Imrân, si afferma che fu Allah a riprendere Gesù (p.s.l.) e ad elevarlo a Lui.

E quando Allah disse: "O Gesù, ti porrò un termine e ti eleverò a Me e ti purificherò dai miscredenti. Porrò quelli che ti seguono al di sopra degli infedeli, fino al Giorno della Resurrezione" ... (Surat Âl-'Imrân, 55)

Ciò che segue sono i modi in cui i termini che si riferiscono alla morte nel Corano e la parola "causare la morte", che appare in Surat Âl-'Imrân, sono utilizzati:

 

1) TAWAFFA: CAUSARE LA MORTE

La parola "morte" come è utilizzata in questo versetto ha anche altri significati rispetto alla semplice "morte". Uno studio degli equivalenti arabi di tale termine nei versetti rivela che Gesù non morì nel senso normale. Questo è il modo in cui la sua morte è descritta in Surat Al-Mâ'ida, 117:

"Ho detto loro solo quello che Tu mi avevi ordinato di dire: "Adorate Allah, mio Signore e vostro Signore". Fui testimone di loro finché rimasi presso di loro; da quando mi hai causato la morte (tawaffa), Tu sei rimasto a sorvegliarli. Tu sei testimone di tutte le cose. (Surat al-Mâ'idah, 117)

In Arabo, la parola tradotta in questi versetti come "causato la morte" è "tawaffa" e deriva dalla radice "wafa", adempiere. Tawaffa, di fatto, non significa "causare la morte" bensì l'atto di "riprendere l'anima", nel sonno o nella morte. Tornando al Corano, comprendiamo che "riprendere l'anima" non significa necessariamente morire. Ad esempio, in un versetto nel quale viene usata la parola "tawaffa", non si intende la morte di un essere umano, bensì "il riprendere l'anima durante il sonno":

Nella notte è Lui che vi richiama (yatawaffakum), e sa quello che avete fatto durante il giorno, e quindi vi risveglia finché non giunga il termine stabilito... (Surat al-An'âm, 60)

La parola usata per "richiamare" in questo versetto è la medesima utilizzata in Surat Âl-'Imrân, 55. In altre parole, nei versetti sopraccitati, ci si avvale della parola "tawaffa" ed è ovvio che non si muore durante il sonno. Ciò che si intende qui, dunque, è, ancora, "richiamare l'anima".

La stessa parola è anche citata nel seguente versetto:

Allah accoglie le anime (tawaffa) al momento della morte (mevt) e durante il sonno (lem temut). Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte (el mevte) e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito. (...) In verità in ciò vi sono segni per coloro che riflettono. (Surat az-Zumar, 42)

Come suggeriscono questi versetti, Allah accoglie l'anima di chi dorme; Egli, tuttavia, rinvia le anime di coloro la cui morte non è ancora stata decretata. In questo contesto, nel sonno non si muore, nel senso in cui si percepisce la morte. L'anima abbandona il corpo e permane in un'altra dimensione solo per un tempo determinato. Al risveglio, l'anima ritorna nel corpo.1

Il prof. Süleyman Ates, docente presso l'Università di Istanbul (Faculty of Divinity, Head of Department of Basic Islamic Sciences) ed ex Ministro turco del Dipartimento di Affari Religiosi, nel suo commentario considera la parola "tawaffa" in questi termini:

"Secondo quanti affermano che la parola "tawaffa" sia utilizzata nel senso di sonno, che è la versione generalmente accettata, questo versetto significa: "ti metterò a dormire". Possiamo, quindi, dire che lo stato simile a sonno in cui Gesù fu posto e la sua elevazione alla presenza di Allah non è la morte nel modo in cui generalmente la si concepisce, ma una separazione da questa dimensione." (Prof. Süleyman Ates, Tafsir contemporaneo del sacro Corano, vol. II, pagg. 49-50)

 

2) KATELE: UCCIDERE

Il termine arabo generalmente utilizzato per "uccidere", allorquando si parla di morte nel Corano, è "katele". Lo si trova impiegato in questo modo in Surat Al-Ghâfir:

Disse Faraone: "Lasciatemi uccidere Mosè, che invochi pure il suo Signore. Temo che alteri la vostra religione e semini corruzione sulla terra." (Surat al-Ghâfir, 26)

L'espressione "Lasciatemi uccidere Mosè" appare nel versetto nella forma araba "aktul Musa". Tale termine deriva dal verbo "katele". In un altro versetto, la stessa parola è utilizzata nel modo seguente:

... perché ... uccidevano (yaktulune) profeti ingiustamente. (Surat al-Baqara, 61)

Nel versetto, la parola nell'originale arabo è "yaktulune", la quale deriva dal verbo "katele". E, come la traduzione chiarisce assai bene, significa "uccidere".

Risulta chiaro il modo in cui il verbo "katele" è utilizzato nei seguenti versetti che descrivono la morte dei profeti:

Metteremo per iscritto le loro parole e il fatto che ingiustamente uccisero (katlehum) i profeti ... (Surat Âl-'Imrân, 181)

... vi gonfiavate d'orgoglio! Qualcuno di loro lo avete smentito e altri li avete uccisi (taktulune) (Surat al-Baqara, 87)

... Di' loro: "E se siete credenti, perché in passato avete ucciso (taktulune) i profeti di Allah?" (Surat al-Baqara, 91)

Annuncia un castigo doloroso a quelli che smentiscono i segni di Allah, ingiustamente uccidono i profeti e uccidono coloro che invitano alla giustizia. (Surat Âl-'Imrân, 21)

... Perché li avete uccisi (kateltumuhum) se siete sinceri? (Surat Âl-'Imrân, 183)

... Questi disse: "Ti ucciderò (la aktulenneke) certamente!" (Surat al-Mâ'ida, 27)

Se alzerai la mano contro di me per uccidermi (taktuleni), io non l'alzerò su di te per ucciderti (aktuleke) ... (Surat al-Mâ'ida, 28)

Uccidete (uktulu) Giuseppe, oppure abbandonatelo in qualche landa ... (Surat Yûsuf, 9)

Disse la moglie di Faraone: "[Questo bambino sarà] la gioia dei miei occhi e dei tuoi! Non uccidetelo (la taktulu)! ... (Surat al-Qasas, 9)

... "O Mosè, i notabili sono riuniti in consiglio per decidere di ucciderti (li yaktulu) ...". (Surat al-Qasas, 20)

La sola risposta del suo popolo fu: "Uccidetelo (uktuluhu) o bruciatelo!" (Surat al-'Ankabut, 24)

 

3) HALEKE: UCCIDERE

Un altro verbo utilizzato con il significato di "uccidere" nel Corano è "haleke". Lo si trova in alcuni versetti nel senso di "essere distrutto, morire", ad esempio in Surat al-Ghâfir, 34:

... Quando poi morì (haleke) diceste: "Dopo di lui Allah non susciterà un altro inviato". (...) (Surat al-Ghâfir, 34)

In Arabo, l'espressione tradotta in Italiano "quando poi morì" è "iza heleke", impiegata nel senso di "morire".

 

4) EL MEVTE: LA MORTE

Un altro termine di cui ci si avvale nel Corano, parlando delle morti dei profeti, è "el mevte". La parola "mate" è utilizzata nei versetti nel senso di "uccidere". Uno di questi si riferisce alla morte del profeta Salomone in Surat Sabâ':

Quando poi decidemmo che morisse (el mevte), fu solo la "bestia della terra" che li avvertì della sua morte, rosicchiando il suo bastone ... (Surat Sabâ', 14)

Di un altro termine derivante dalla stessa radice ci si avvale in riferimento al profeta Yahya:

Pace su di lui nel giorno in cui nacque, nel giorno in cui morirà (yemutu) e nel Giorno in cui sarà resuscitato a [nuova] vita. (Surat Maryam, 15)

In Arabo, la parola qui tradotta come "nel giorno in cui morirà" è "yemutu", la quale appare in altri versetti nel contesto della morte del profeta Yaqub; ad esempio in Surat al-Baqara:

Forse eravate presenti quando la morte (el mevte) si presentò a Giacobbe... ? (Surat al-Baqara, 133)

La parola "el mevte" deriva dalla stessa radice e significa "la morte". In un versetto che si riferisce al profeta Muhammad (p.b.s.l.), i verbi "katele" e "mate" sono utilizzati contemporaneamente:

Muhammad non è altro che un Messaggero, altri ne vennero prima di lui; se morisse (mate) o se fosse ucciso (kutile), ritornereste sui vostri passi? ... (Surat Âl- 'Imrân, 144)

La parola "mevt", che deriva dalla stessa radice di "mate" (morire), appare anche in altri versetti che si riferiscono alla morte dei profeti:

... Diceva: "Me disgraziata! Fossi morta (mittu) prima di ciò e fossi già del tutto dimenticata!" (Surat Maryam, 23)

Non concedemmo l'immortalità (el hulde) a nessun uomo che ti ha preceduto. Dovresti forse morire (mitte), se essi fossero immortali? (Surat al-Anbiyâ', 34)

Colui che mi farà morire e mi ridarà la vita. (Surat ash-Shu'arâ, 81)

 

5) HALID: IMMORTALE

Un altro termine che compare nei versetti senza significare in maniera diretta "morire" o "uccidere", ma bensì "immortaltà", è "halid", con il quale si intende una sorta di permanenza. È usato in questo senso in Surat al-Anbiyâ':

Non ne facemmo corpi che facessero a meno del cibo, e neppure erano eterni (halidiyne)! (Surat al-Anbiyâ', 8)

 

6) SALEBE: APPENDERE

Uno dei termini utilizzati nel Corano per parlare della morte dei profeti è il verbo "salebe" (appendere). Questo verbo include diversi significati, tra cui "appendere", "crocifiggere" e "giustiziare". In questi versetti è utilizzato nel modo seguente:

... Invece non l'hanno ucciso né crocifisso (ma salebu) ... (Surat an-Nisâ, 157)

... uno di voi due servirà il vino al suo signore, l'altro sarà crocifisso (yuslebi) ... (Surat Yûsuf, 41)

... è che siano uccisi o crocifissi (yusallebu) ... (Surat al-Mâ'ida, 33)

" ... vi farò tagliare mani e piedi alternati, quindi vi farò crocifiggere (usallibennekum) tutti". (Surat al-A'râf, 124)

... Vi farò tagliare mani e piedi alternati e vi farò crocifiggere (usallibennekum) ... (Surat Tâ Hâ, 71)

... vi farò tagliare mani e piedi alternati e vi farò crocifiggere (usallibennekum) tutti quanti. (Surat ash-Shu'arâ, 49)

Come si evince da questi versetti, per descrivere la morte di Gesù e degli altri profeti ci si avvale di termini assai differenti. Allah ha rivelato nel Corano che Gesù non fu ucciso, né crocifisso, e che al suo posto fu fatto apparire qualcuno che a lui era somigliante, il quale fu fatto morire (in altre parole, che la sua anima fu presa come se dormisse). Mentre, parlando di Gesù, si usa la parola "tawaffa", che significa "prendere l'anima", allorquando ci si riferisce agli altri profeti, ci si avvale di termini come "katele" o "mate", i quali esprimono una morte normale. Questi fatti dimostrano ancora una volta come la situazione di Gesù sia straordinaria.

Per concludere, possiamo dire che Gesù (p.s.l.) deve essersi trovato in uno stato speciale, elevato alla presenza di Allah. Ciò che egli, di fatto, ha sperimentato non è la morte nel senso a noi familiare, bensì una mer a dipartita da questa dimensione. Sicuramente, Allah ne sa di più.

 
   
    
1 Prof. Süleyman Ates, Yüce Kur'an'in Çagdas Tefsiri (Tafsir contemporaneo del sacro Corano)